RIBO — the BLOG –

…pics, words, bytes and thoughts.

31 January 2007

Foto nuove delle mie topine

Emma e Gaia

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30 January 2007

Le fanfare per Windows Vista

Vista

Da Zeus News
Immaginiamo un mondo costretto ad alimentarsi di un solo cibo, per esempio una variante transgenica del riso, chiamata Finestre. Immaginiamo che, a prescindere dalle qualità nutritive di questo riso, invero piuttosto basse, la mancanza di un’alimentazione variata provochi nelle persone malattie come la lebbra, la scabbia, i foruncoli, i porri, la gotta.Sono nate così, e prosperano, alcune aziende, che vendono integratori alimentari chiamati antivirus, inutili per chi ha un’alimentazione sana, ma dannatamente necessari a chi si nutre di Finestre.Ora supponiamo che l’azienda che produce Finestre abbia deciso di far uscire una nuova versione del suo riso OGM, una versione che richiede tempi e temperature di cottura tali che non potremo usare più le nostre vecchie cucine e pentole per utilizzarlo. Dovremo buttare via tutto quello che, fino a due mesi fa, ci è stato venduto come l’ultimo ritrovato della tecnologia.Echi lontani giungono da alcuni ribelli, che si autoproducono alimenti biologici e vivono felici, senza antivirus nè scabbia. Ma è tutto inutile: nonostante la vaga sensazione di essere presi per il naso, nonostante il salasso pecuniario annunciato, nonostanti alcune remore di tipo etico-ambientale, l’entusiasmo cresce, sapientemente guidato da oculati investimenti pubblicitari. E’ una situazione drammatica, ai limiti della verosimiglianza, ma sappiamo che, nel settore dell’IT, è esattamente quello che succede da almeno una decina di anni. Il 30 gennaio è il giorno di Vista, il giorno in cui la Microsoft sferra la sua zampata nel settore in cui, nonostante le diversificazioni, produce il 60% del fatturato e l’80% degli utili.Con un investimento di sei miliardi di dollari, grazie al lavoro di ottomila persone, anche un gigante come quello di Redmond si mette in gioco: troppo terreno aveva perso, rispetto alla temibile Apple e agli ancora più temibili pasdaran del software libero.Grande è stato e sarà l’investimento per blindare i PC del futuro. Vista permetterà di far girare contenuti digitali sicuri, ad alta definizione, ma soprattutto legali. Così Peter Guttman, nella sua ormai famosa Cost Analysis, ammonisce sull’impoverimento della qualità delle riproduzioni audio e video di file non riconosciuti come autentici.Riprodurre da schifo musica e video regolarmente pagati è già un danno, ma che sa di DRM, TCG e Palladium, sa che questo è solo l’inizio.Ma zio Bill deve anche rispettare i patti con i produttori hardware, quindi niente Vista sulle macchine attuali, a meno che non siate stati un po’ larghi con l’ultimo acquisto: 1 GB di ram (meglio due), processore di grido, hard disk ciccioso e una scheda video di ultima generazione, questi sono i parametri principali per permettersi di poter installare il nuovo “gioiello” Microsoft. E’ un limite, certo, per molti addirittura una fregatura. Ma zio Bill lo ha trasformato in un vantaggio politico, una fonte di sviluppo economico. Microsoft spera di installare Vista su almeno 200 milioni di computer entro la fine di 2008. Se l’università dell’ONU non dice il falso, questo significa 40 milioni di tonnellate di combustibile, 4 milioni e quattrocento mila tonnellate di sostanze chimiche pericolose impiegate e trecento milioni di metri cubi di acqua potabile sprecati, senza vantaggi per l’utente. Così, come qualche anno fa il consiglio dei ministri ci costringeva a ringraziare quelli che andavano a fare la spesa, ora dovremmo ringraziare Microsoft, che ci farà tirar fuori un sacco di quattrini, a favore di uno sviluppo economico non sostenibile.Per contro, Linux va ottimamente su computer vecchi di sei anni, e le sue interfacce 3D, Beryl e Compiz (più avanzate di Aero, quella di Vista) vanno facilmente su macchine di tre anni di età. Lo stesso vale per MacOS X, che riesce a far girare il suo Aqua su macchine del 2001.Una delle migliorie più sbandierate, WinFS, un sistema di immagazzinamento dati, è stato sepolto tempo fa. Mentre la concorrenza gira su file system evoluti da un numero enorme di anni.Tutto questo ci fa presumere che quella di Vista non sarà affatto una rivoluzione. Ma bisogna urlarlo per farsi sentire: il rumore della fanfara mediatica è assordante.

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“Incontro con l’autore”

Lucio

Sarà ovviamente presente l’autore, Lucio Giuliodori, e si parlerà del suo libro “Sogno dunque sono”, vincitore del Premio Midgard Narrativa 2006.«Sarà un incontro in cui esporrà alcuni dei temi che la lettura del libro suggerisce. “Sogno dunque sono” infatti, per quanto comico, “sporco” e bukowskiano, offre spesso spunti di riflessione su cui soffermarsi un attimo. Questo incontro serve proprio per prendere in considerazione questi vari spunti, per parlarne insieme, approfondirli ed ampliarli, estrapolandoli dal contesto, per loro a volte un po’ troppo stretto, della paginetta di un racconto.Il libro non è la sede ideale per certi approfondimenti, esso ha altre funzioni: divertire, fare arte, “fare libertà “, provocare, giocare.Verrà analizzato anche il senso dell’ esistenza di tali funzioni. Ma soprattutto verranno analizzati i temi di interesse.Gli spunti di cui parlo sono di natura filosofica, esoterica e scientifica. Si tratta semplicemente di chiacchierare in completa libertà : più idee diverse verranno fuori, più l’incontro sarà riuscito».

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Perugia, per far cassa il Comune “trucca” i semafori

Semaforo

Anche se non leggo mai questo quotidiano,e sono in totale disaccordo con le loro idee, stavolta hanno ragione, Locchi & C. l’hanno fatta davvero grossa.
Dal Il Giornale del 29/01/2007Avvocati armati di cronometro piazzati davanti ai semafori per misurare la durata del giallo, una psicosi da incrocio e atti di teppismo che dalle parti di Perugia sono cosa rara. Poi, soprattutto, un malcontento sconosciuto in una città che in sessant’ anni non ha mai voluto cambiare colore all’ amministrazione. La causa è un’ epidemia di multe. Uno «tsunami» di verbali, tutti figli degli stessi genitori: il Foto-red e il T-red. Nomi entrati nel gergo dei perugini e che indicano due apparecchi posti negli incroci tra le strade più trafficate della città, installati da una società, la Citiesse, su incarico del Comune. Il meccanismo è lo stesso dell’Autovelox: le telecamere inquadrano le vetture che passano con il rosso e scattano la foto. Il comune intasca la multa tranne una parte che va alla società. All’inizio i due cilindri piazzati sopra i semafori non hanno preoccupato più di tanto gli automobilisti perugini. Poi, a partire da gennaio, sono cominciate ad arrivare le multe: tante (tra 15 e 20mila su una popolazione di 160mila abitanti) e salatissime (158 euro e sei punti di patente in meno). Ci sono automobilisti che si sono visti recapitare anche quattro verbali, che significano uno stipendio polverizzato e la certezza di avere la patente ritirata. Troppo anche per i pacifici perugini che, subito dopo le feste, si sono ammassati davanti all’ ufficio dei vigili urbani per chiedere spiegazioni e ricevere copia dell’immagine incriminata, sostenuti da alcuni consiglieri dell’opposizione di centrodestra che si sono piazzati con un camper davanti al municipio per dare assistenza legale. Anche le associazioni dei consumatori si sono mobilitate e sono fioccati i ricorsi. La temperatura è salita a livelli critici quando è scoppiato il caso del «giallo». Il sospetto che si è fatto strada negli ultimi giorni è che la durata del tempo intermedio tra il verde e il rosso sia stata artificiosamente diminuita in modo da cogliere in fallo gli automobilisti umbri, forse troppo disciplinati per far scattare un numero soddisfacente di sanzioni. Quando l’assessore alla Mobilità , Antonello Chianella, ha smentito («nessuna manipolazione, basta<…>

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25 January 2007

1,2,3 Arriva Microzozzz Vista….

Winzozzzz Vista

Preparatevi!!!

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